FuzzFaced

Chi non ama il blues ha un buco nell'anima

FuzzFaced

Descrizione Completa


Ho creato FuzzFaced per tutti i chitarristi che, come me, hanno una profonda passione, anzi, dipendenza, dalla sei corde e da quei suoni tipici del rock ed del blues degli anni ’60 e ’70. Ho voluto riportare su FuzzFaced alcune esperienze personali con quegli strumenti e quegli effetti con i quali ho avuto il piacere di suonare per un po’ di tempo o che sono ancora (e che sicuramente rimarranno) compagni fissi della mia avventura di chitarrista amatoriale, ma anche curiosità e piccoli tuffi nella storia di quei marchi che hanno contribuito allo sviluppo e all’evoluzione delle sonorità proprie del rock e che sono oggi a noi così familiari.
Adoro soprattutto Jimi Hendrix e Stevie Ray Vaughan e i loro pedali per eccellenza: il fuzz e il tubescreamer, anche se ritengo che il grosso del suono sia dato dalla chitarra, dall’amplificatore e dagli speakers. Mi perdo negli echi infiniti di David Gilmour o nella genialità dei Beatles, per poi scuotermi nel crunch dei Marshall degli AC/DC.
Ovviamente mi inchino di fronte ai mostri moderni del calibro di Nuno Bettencourt, Paul Gilbert, Joe Satriani o Steve Vai. Ma il rock, il blues, il texas blues sono un’altra cosa. Muddy Waters diceva: “Il blues è nel mio sangue, non so suonare o cantare nient’altro. E neanche voglio, perché il blues è fatto per me. È come quando compri una scarpa: prendi una misura sette con la certezza di non potere indossare una misura quattro. Porti quello che calzi meglio, quello che più ti si adatta. Ecco, il blues è adatto a me”.
Forse i virtuosismi ai quali le nostre orecchie si sono abituate e che oggi sono una costante della maggioranza delle esibizioni chitarristiche possono impressionare ed avere un impatto maggiore di un vecchio blues di Skip James o di Robert Johnson, ma spesso conducono a melodie più fredde e distaccate di una sola singola nota lasciata vibrare per un tempo infinito. Ma “perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?”, si chiedeva Miles Davis…
 



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